Soldi presi dal promotore finanziario? La banca deve risarcire

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Soldi presi dal promotore finanziario? La banca deve risarcire

Oggi parliamo di denaro dato a promotori, denaro che sparisce dalle mani dei promotori e della responsabilità della banca che rappresentano.

Giovanna ci invita a casa sua sulla collina torinese è una piacevole signora in pensione e ci intrattiene raccontando dei suoi risparmi della fatica fatta da lei e da suo marito, purtroppo morto da qualche anno. La signora ci racconta anche di un dubbio, di una paura che le è sorto negli ultimi mesi a causa di quello che le si sta raccontando il suo promotore finanziario.

Andrea, ha un altro approccio, ci scrive da Seul. È in viaggio di lavoro con il fratello Mario con il amministra una fiorente azienda che opera nell’ambito farmaceutico.

Ci racconta nella mail che l’eccedenza della liquidità dell’azienda l’hanno data in gestione a un promotore finanziario ma che, nell’ultimo periodo hanno maturato dei dubbi sulle informazioni che stanno ricevendo dalla società di gestione.

Vittoria è timorosa quando viene da noi la prima volta in ufficio. Ha meno di 30 anni e ci racconta che dopo la laurea si è presa l’impegno col papà e con lo zio di seguire gli investimenti del piccolo patrimonio di famiglia. C’è però qualcosa però che la turba, alcune informazioni, alcune notizie che sono arrivate dalla banca.

Queste tre storie generano tre scenari differenti.

Il primo è quello di Giovanna: il promotore è sparito, non si riesce a rintracciarlo, ma si scopre che

negli ultimi giorni di attività con alcuni bonifici non autorizzati è riuscito a far inviare delle somme all’estero camuffandole da investimenti su società di gestioni straniere.

Il secondo riguarda il promotore finanziario di Andrea e Mario: i due soci sanno che il denaro non si è mai mosso dalla banca, ma c’è un altro problema poiché, di nuovo, con un certo numero di operazioni non autorizzate il promotore ha concentrato gli investimenti in modo aggressivo su azioni che si sono rivelate molto rischiose e hanno generato una perdita di ingenti quantità di denaro.

Il terzo scenario ha come protagonista il promotore finanziario di Vittoria, un compagno di università laureatosi qualche anno prima di lei: non solo risulta non rintracciabile, ma dopo alcune ricerche, la famiglia scopre che non era abilitato e che nemmeno rappresentava la banca che possedeva gli uffici in cui incontrava i clienti. Aiutato da alcuni funzionari di quell’ufficio faceva

credere i clienti di operare per conto di quella banca, riceveva le somme e le dirottava a un’altra società di gestione che agiva effettuando operazioni molto aggressive e rischiose per i clienti, ma molto remunerative per lui.

Il problema di fondo è che molte di queste operazioni sono andate in perdita e il denaro investito dai clienti a loro insaputa è andato completamente perso.

Queste tre storie hanno un fil rouge che le lega: tutte quante, a un certo punto, dimostrano che il cliente prima o poi si accorge di una discordanza grave tra le informazioni che gli dà la persona con

cui parlano e le informazioni che ricevono, o che non ricevono dalle banche.

In particolare, ci sono dei tasselli che scardinano tutti i ragionamenti, vale a dire il saldo del conto titoli e il saldo del conto corrente. La somma di queste due parti, in qualunque rapporto di gestione, rivela quanto denaro un cliente, che ha dato in gestione delle somme, possiede in quel momento.

In tutti questi casi quella sommatoria, quella banale addizione non quadra mai.

Non concentriamoci oggi sulla responsabilità dei promotori finanziari che è evidente: se rubano

il denaro saranno responsabili di fronte alla legge. Parliamo della responsabilità delle banche che rappresentano quei promotori finanziari.

L’articolo 31 comma 3 del Testo Unico della Finanza (TUF) dice chiaramente che un soggetto abilitato, ad esempio una banca, una società di gestione del risparmio, una S.I.M., è responsabile in solido con colui che la rappresenta, vale a dire il promotore finanziario, il consulente finanziario che ha mandato.

È questa traiettoria che permette di collegare il danno subito dai clienti alla banca.

Una società di gestione non può permettersi di non controllare i propri rappresentanti e di far subire dei danni ai clienti per colpa dei rappresentanti stessi.

Chiamare in causa gli istituti di credito, come abbiamo fatto nei tre casi che vi abbiamo raccontato, è una opportunità grandissima perché permette di interfacciarsi con un interlocutore che sarà principalmente interessato a risolvere la controversia con un accordo. E soprattutto, si ha la garanzia che si tratti di un interlocutore soprattutto solvibile, a differenza del promotore disonesto che non solo è sparito, ma molto probabilmente non possiede più alcun patrimonio.

Cerchiamo ora di delineare tre consigli operativi che possano essere utili nel caso in cui abbiate la sensazione che qualcosa di strano stia succedendo anche con riguardo al vostro rapporto con il promotore finanziario

  • Provvedere a farsi consegnare dalla società di gestione tutta la documentazione in originale.
  • Verificare la coincidenza tra i documenti ricevuti e tutti i flussi finanziari che si sono intrecciati tra il conto titoli e il conto corrente.
  • Se si nota qualche discrepanza o dei punti oscuri nell’operato del promotore finanziario, bisogna immediatamente mettersi in contatto con il proprio legale di fiducia e agire nelle sedi opportune.

In generale quindi, nel momento in cui si affidano i propri risparmi a un promotore finanziario, è bene seguire queste linee guida di massima:

  • pretendete che il vostro promotore finanziario consegni sempre la documentazione ufficiale relativa alle operazioni effettuate su carta intestata della banca e verificate sempre con lui le informazioni contenute.
  • ogni volta che prendete visione del saldo di conto corrente e del saldo del conto titoli, verificate che i numeri quadrino e che rappresentino in modo veritiero lo storico della progressione delle operazioni precedenti.
  • Tutte le società di gestione mettono a disposizione dei propri clienti la possibilità di operare tramite home banking. Verificate quindi, anche in autonomia, che i numeri che leggete nei prospetti on line corrispondano ai documenti che vi vengono consegnati

Operando queste semplici verifiche preliminari potrete monitorare l’andamento delle operazioni e intuire se si siano verificate delle incongruenze nella gestione. In tal caso, chiedete

Immediatamente un confronto con il promotore finanziario stesso e, nel caso le risposte fornite vi sembrassero insufficienti o poco chiare, rivolgetevi a qualcuno che possa assistervi in questa procedura.

Noi siamo a vostra disposizione per chiarire qualsiasi dubbio.

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