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ANALISI DI PORTAFOGLIO TITOLI: LE 5+1 COSE DA FARE SUBITO

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ANALISI DI PORTAFOGLIO TITOLI: LE 5+1 COSE DA FARE SUBITO

Oggi vediamo le cinque cose più una da mettere in atto subito, se si vuole iniziare a fare un’analisi di portafoglio titoli.
In questo ultimo periodo molti clienti delle banche si lamentano di performance molto basse, o addirittura catastrofali, degli investimenti fatti. Ci si domanda, quindi, se sia possibile analizzare ciò che è accaduto per capire se ci sono delle responsabilità. La risposta a questa domanda è si, ma a una condizione, vale a dire che si crei un perimetro di informazioni corretto.
Vediamo ora come tracciare questo perimetro e soprattutto come farlo in autonomia. Il percorso parte ovviamente dalla richiesta documenti in base al testo unico della finanza.

L’articolo 28 comma 5, permette di richiedere tutta la documentazione in mano alla banca alla SIM, alla finanziaria e questa documentazione deve essere consegnata al cliente o al legale del cliente. Per ottenere la documentazione è necessario fare una richiesta specifica dei documenti, che devono essere specificamente individuati.
Fondamentale è senza dubbio chiedere il questionario MIFID, dalla prima sottoscrizione, cioè quando il cliente è stato valutato e poi tutte le modifiche al contratto intervenute nel tempo che tengano traccia di eventuali sottoscrizioni per mutate condizioni.

Un altro un gruppo di documenti molto importante è costituito dagli estratti conto titoli, estratti del conto corrente. Sono documenti necessari perché dalla loro lettura è possibile ricostruire e tracciare un quadro completo di tutto il denaro che è giunto alla banca e di quello che conseguentemente è stato utilizzato per fare gli investimenti.
Fatto questo, dovremo anche chiedere il contratto quadro, sia nella versione originale sia nelle modifiche successive. La documentazione contrattuale ci permetterà di capire quali erano le regole di ingaggio nel rapporto tra la banca e cliente relativamente all’esecuzione degli ordini, alle comunicazioni documentali e alle commissioni.
Per questo, sarà anche necessario poter prendere visione dell’elenco ordini impartiti e soprattutto dell’elenco ordini eseguiti: in questa maniera, dopo che avremo capito quanto denaro entrato è nel rapporto di conto corrente e quanto denaro è stato utilizzato per fare gli investimenti, andremo anche a vedere esattamente i momenti e su che cosa sono state investite le somme.
Quando e se riceveremo tutta questa documentazione, finalmente saremo pronti per effettuare l’analisi di un portafoglio titoli relativamente alla qualità e alla consistenza delle azioni compiute dalla banca.

In linea generale si andranno comunque ad analizzare sempre tre specifiche questioni. La prima riguarda la verifica del profilo di rischio. La banca quando fa l’analisi MIFID devi dire secondo lei che rischio che può sopportare il cliente. Questo è importante perché bisogna verificare che la banca abbia catalogato correttamente il cliente al suo profilo di rischio e non ci siano stati degli errori che possono poi ripercuotersi sulle tipologie di titoli acquistati.

La seconda verifica è il profilo del rischio degli strumenti. Se si conosce il profilo di rischio del cliente bisogna abbinare correttamente il profilo di rischio degli strumenti: non possono essere effettuate delle operazioni più rischiose rispetto alla classe di rischio del cliente.

Il terzo ed ultimo passaggio consiste nel verificare la durata delle operazioni. Molti clienti hanno un profilo di rischio preciso, ma a questo non sempre corrisponde la definizione di una durata degli investimenti.

Queste tre analisi permettono di capire in linea generale se il comportamento della banca del suo promotore o del consulente è stato corretto.

 

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